Un problema rilevante e poco discusso nel sistema sanitario italiano, in particolare per quanto concerne i suoi impatti sulla salute. La malocclusione, una patologia che coinvolge una disfunzione nell’allineamento dei denti, ha effetti ben più gravi di quanto spesso si pensi. La sua mancata diagnosi e cura tempestiva può scatenare una serie di disturbi secondari, che non solo peggiorano la qualità della vita ma comportano anche un notevole carico economico e sociale.

Molti italiani non sono a conoscenza del fatto che la malocclusione, una patologia che può riguardare oltre metà della popolazione, (vedi ricerca Università di Perugia), non viene trattata adeguatamente dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Non solo è spesso ignorata, ma la sua mancata diagnosi e cura tempestiva può portare a complicazioni gravi e invalidanti come fibromialgia, emicrania e acufeni e in rari casi anche all’artrite reumatoide.

Nonostante i dati confermino l’alta incidenza di questa patologia, le Asl non effettuano diagnosi e la malocclusione è esclusa dalle cure primarie. Questo lascia molti pazienti senza un trattamento efficace e li costringe a cercare soluzioni private che spesso non rispettano protocolli scientifici adeguati. La mancanza di un approccio multidisciplinare e l’assenza di centri di cura adeguati fanno sì che molti si ritrovino a girare da un specialista all’altro, senza mai trovare la soluzione al problema.

Impatti sulla salute

1) Fibromialgia: La malocclusione può creare uno squilibrio posturale che influisce sul sistema muscolare e sulle articolazioni. In molti casi, le persone con fibromialgia presentano anche problemi di malocclusione non diagnosticati, (leggi articolo) creando un circolo vizioso che rende la gestione del dolore cronico più complessa.

2)Emicrania e Cefalee: La pressione derivante da un allineamento dentale scorretto può sollecitare le articolazioni temporo-mandibolari (ATM), provocando dolore che si irradia fino alla testa, causando emicranie o cefalee croniche.

3)Acufeni: La disfunzione dell’ATM può portare a disturbi nel sistema uditivo, e quindi a ronzio nelle orecchie, noto come acufene. Questo sintomo, se non trattato, può diventare debilitante.

4)Artrite Reumatoide: Sebbene sia meno comune, la malocclusione potrebbe innescare o peggiorare condizioni autoimmuni come l’artrite reumatoide, a causa dello stress cronico sulle articolazioni della mandibola e delle infiammazioni ad essa correlate.

Aspetti sociali ed economici

La mancanza di diagnosi e trattamento tempestivo della malocclusione ha anche un impatto significativo sul sistema sanitario, con un aumento dei costi dovuti alla gestione di malattie secondarie più complesse. Inoltre, le persone che soffrono di queste patologie correlate possono affrontare un forte peggioramento della qualità della vita, sia sul piano fisico che psicologico, con conseguente riduzione della produttività lavorativa e aumento delle assenze per malattia.

Un approccio multidisciplinare sarebbe davvero cruciale per affrontare in modo completo la malocclusione e le sue conseguenze. Potrebbe coinvolgere diversi professionisti, come dentisti, ortodontisti, fisioterapisti, reumatologi e neurologi, per garantire che ogni aspetto del problema venga trattato in modo adeguato.

Oltre al trattamento diretto, una maggiore educazione dei pazienti e la sensibilizzazione dei medici potrebbero ridurre il rischio che una malocclusione non venga diagnosticata o venga ignorata, evitando così l’insorgere di malattie più gravi.

In Italia, sebbene ci sia una crescente consapevolezza riguardo alla salute orale, la connessione tra malocclusione e disturbi sistemici non è ancora pienamente riconosciuta nel sistema sanitario. Potrebbe essere utile implementare una maggiore sensibilizzazione tra professionisti sanitari e pazienti riguardo a questa problematica, in modo da identificare e trattare la malocclusione prima che porti a complicazioni gravi.

La questione del trattamento e della prevenzione della malocclusione, tuttavia, appare sempre più legata a un sistema sanitario pubblico che, per motivi economici o burocratici, non risponde adeguatamente alle necessità dei pazienti. La rimozione dell’odontoiatria dalle cure primarie ha creato una sorta di vuoto legislativo che impedisce diagnosi e trattamenti tempestivi, lasciando i pazienti a girare da uno specialista all’altro senza trovare una soluzione. Inoltre, l’assenza di un approccio multidisciplinare e la scarsità di centri specializzati hanno contribuito a una gestione inefficace della patologia.

La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che, molte regioni hanno introdotto criteri di accesso alle cure che violano i principi fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), come l’universalità, l’eguaglianza e l’equità. Questo crea disparità nel trattamento, escludendo pazienti che, pur avendo diritto a cure adeguate, non riescono ad accedere a esse per motivi burocratici o di residenza.

Un altro punto critico è il ruolo degli specialisti privati, che a volte non offrono trattamenti basati su protocolli scientifici comprovati. La mancanza di regolamentazione e supervisione nel campo odontoiatrico e il rischio di trattamenti non adeguati mettono a repentaglio la salute dei pazienti e aumentano il rischio di malattie iatrogene (causate dal trattamento medico stesso).

Il sistema sanitario dovrebbe, in teoria, prevenire queste problematiche e garantire a tutti i cittadini un trattamento equo e competente. Tuttavia, la realtà mostra una disconnessione tra i bisogni di salute della popolazione e le risposte offerte dal sistema. Le interrogazioni parlamentari senza risposta e la scarsa trasparenza nelle politiche sanitarie alimentano il disincanto e la frustrazione tra i pazienti e le famiglie coinvolte.

In effetti, la situazione evidenzia la necessità di una riforma che risponda alle reali esigenze sanitarie dei cittadini, integrando (almeno nei casi gravi) le cure odontoiatriche nel sistema pubblico e sviluppando linee guida chiare per la diagnosi e il trattamento della malocclusione e delle patologie ad essa correlate.

Il silenzio delle istituzioni è sconcertante:

Interrogazioni parlamentari sono rimaste senza risposta, eppure i dati sulla malocclusione e le sue conseguenze sono ben noti. Invece di adottare politiche preventive e risolutive, il sistema sanitario pubblico continua a ignorare i rischi di questa patologia, costringendo i cittadini a fare i conti con malattie iatrogene e un crescente spreco di risorse (pubbliche e Private).

Questo è un problema che riguarda tutti, perché la mancata cura della malocclusione può dare origine a numerosi disturbi gravi e invalidanti che colpiscono la qualità della vita di milioni di persone. È fondamentale che si faccia luce su questa situazione e che si introducano riforme che permettano una diagnosi precoce e un trattamento adeguato per chi ne ha bisogno.

La salute non è un privilegio, è un diritto. È ora che il Sistema Sanitario Nazionale faccia la sua parte, mettendo al centro la prevenzione e l’efficacia del trattamento.

“Malocclusione: uscire allo scoperto per ottenere il diritto alla cura per tutti”

Per tutto ciò è fondamentale che i pazienti prendano una posizione attiva per far riconoscere la malocclusione come una condizione che merita attenzione e cura all’interno del sistema sanitario.

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