Ecco alcuni consigli utili che ti invito a considerare:

Non ignorare i sintomi: Se avverti dolore alle articolazioni della mandibola, mal di testa ricorrenti, o rumori nelle orecchie, non aspettare che questi disturbi peggiorino. La malocclusione potrebbe essere la causa, e un trattamento tempestivo potrebbe prevenire complicazioni più serie.

Un approccio multidisciplinare sarebbe davvero cruciale per affrontare in modo completo la malocclusione e le sue conseguenze. Potrebbe coinvolgere diversi professionisti, come dentisti, ortodontisti, fisioterapisti, reumatologi e neurologi, per garantire che ogni aspetto del problema venga trattato in modo adeguato.

IN ASSENZA DI UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE Ti invito a considerare quanto segue:

Per ottenere il riconoscimento e il diritto alla cura in relazione alla malocclusione e ai suoi effetti sistemici, i pazienti dovrebbero seguire alcuni passi che li aiutino a ottenere il trattamento necessario all’interno del sistema sanitario, e possibilmente anche l’accesso a una copertura o a un rimborso delle spese sanitarie. Ecco alcune azioni concrete che i pazienti possono intraprendere:

1. Documentare i sintomi

I pazienti dovrebbero raccogliere informazioni dettagliate sui sintomi che stanno vivendo. Ad esempio:

Difficoltà masticatorie o dolori alla mascella

Mal di testa frequenti o emicranie

Rumori nelle orecchie (acufeni)

Dolori muscolari diffusi o sintomi di fibromialgia Documentare la frequenza, l’intensità e la durata di questi sintomi può essere utile quando si cerca di ottenere una diagnosi corretta.

2. Consultare il medico di base

La prima persona a cui rivolgersi dovrebbe essere il medico di base (MMG – medico di medicina generale), che può essere il punto di partenza per l’accesso al sistema sanitario. Il medico di base:

Potrà valutare i sintomi iniziali e, se necessario, indirizzare il paziente a uno specialista (come un dentista, un ortodontista, un fisioterapista o un neurologo).

Può anche fare una prima diagnosi e aiutare a redigere una relazione per ottenere un riconoscimento del problema, in modo da avviare un percorso terapeutico adeguato.

3. Rivolgersi a specialisti

Dopo una valutazione iniziale dal medico di base, il passo successivo è consultare specialisti qualificati per diagnosticare correttamente la malocclusione e le sue complicazioni.

In prima istanza rivolgetevi ad un bravo Odontoiatra Dentista/Ortodontista per la diagnosi della malocclusione. Se lo stesso non è in grado di rilasciarvi un referto e una diagnosi, lasciate perdere e rivolgetevi a qualcun altro.

Per quanto riguarda la sintomatologia correlata potrete rivolgervi a:

Fisioterapista per trattamenti posturali e per i disturbi muscolari correlati.

Neurologo o otorinolaringoiatra per trattare problemi come acufeni o emicrania.

Reumatologo nel caso di problematiche autoimmuni o artritiche.

4. Richiedere il riconoscimento della condizione come patologia

A seconda della gravità e delle implicazioni sistemiche, la malocclusione può essere riconosciuta come una condizione che giustifica il trattamento sanitario. In particolare:

In alcuni casi, se la malocclusione causa disagi tali da compromettere la salute generale, potrebbe essere possibile richiedere un trattamento coperto dal Sistema Sanitario Nazionale (SSN).

I pazienti possono chiedere al proprio medico di base di redigere una certificazione medica che attesti la gravità della condizione e la necessità di cure specialistiche.

5. Informarsi sui diritti di cura e sulle possibilità di rimborso

Il trattamento ortodontico, soprattutto in casi gravi, non è sempre completamente coperto dal Sistema Sanitario Nazionale, ma esistono delle opzioni di rimborso o agevolazioni fiscali:

In caso di patologie gravi correlate, come la fibromialgia o l’artrite reumatoide, i pazienti possono chiedere il rimborso delle spese mediche per i trattamenti ortodontici se la malocclusione è diagnosticata come causa primaria di tali disturbi.

Alcuni pazienti potrebbero avere accesso a esenzioni per malattia cronica o altri benefici legati a patologie correlate alla malocclusione.

6. Ottenere un secondo parere, se necessario

Se un paziente ritiene che la sua condizione non venga adeguatamente presa in considerazione o che il trattamento suggerito non sia sufficiente, ha il diritto di richiedere un secondo parere a un altro specialista o presso un altro centro medico.

7. Sfruttare le associazioni di pazienti

Esistono anche associazioni di pazienti che supportano chi soffre di malocclusione e disturbi correlati, come l’emicrania, la fibromialgia e l’artrite. Queste associazioni possono fornire informazioni, risorse, e anche supporto legale per affrontare il sistema sanitario e ottenere il riconoscimento della malattia.

8. Sostenere la ricerca e la sensibilizzazione

Per i pazienti che si sentono motivati, è possibile anche partecipare a iniziative di sensibilizzazione o studi clinici sulla malocclusione, contribuendo a una maggiore visibilità della condizione e del suo impatto sulla salute.

Caro paziente,
è comprensibile che, in un’epoca in cui l’accesso alle informazioni è così immediato, tu possa sentirti tentato di affrontare autonomamente i problemi di salute, soprattutto quando si tratta di disturbi apparentemente banali come la malocclusione. Evita soluzioni temporanee fai-da-te: L’uso di bite improvvisati o altre soluzioni non professionali può aggravare la situazione. Per tanto, ti invito a riflettere su un aspetto fondamentale: la tua salute è complessa e il tuo corpo merita la giusta attenzione.

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